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Il lavoro del futuro è liquido, non bilanciato

Perché dobbiamo smettere di parlare di Work-Life Balance e capire invece come integrare il lavoro insieme alle nostre altre attività quotidiane

Il bilanciamento vita personale e lavoro, o per meglio dire, il famigerato Work-Life Balance, è stato la chimera irraggiungibile per molti di noi. Oggetto di libri, studi psicologici, e persino filmTema di discussione con i colleghi, con il team, con i famigliari con gli amici. 

Work-Life Balance, il miraggio di una vita sana, felice, appagante, ma irraggiungibile

Ci abbiamo creduto. Ci abbiamo provato. Fidandoci dei messaggi proposti da media, mentori, esperti, siamo impazziti per tracciare linee rette tra tempo da dedicare al lavoro, tempo da dedicare a noi stessi, tempo alla famiglia, tempo per la formazione. Peccato che però infine l’equilibrio risultasse del tutto fittizio, utopico sulla carta. E quindi, fonte di ulteriore stress, frustrazione, scoramento. 

La particolarità del Work-Life Balance è prevedere un perimetro abbastanza rigido attorno a due momenti della giornata: il lavoro e quello che non è lavoro. Una netta divisione che lascia a te l’onere di bilanciare le otto ore trascorse in ufficio con attività altrettanto remunerative, stimolanti, interessanti. 

La giornata tipo? Ufficio 8-17, poi stacchi tutto e ti dedichi a relax, palestra, cane, famiglia etc. e il giorno dopo, si ricomincia. Ventiquattro ore di cui otto di sonno, otto di lavoro, otto per te stesso. Ti piacerebbe eh! E dove mettiamo imprevisti, riunioni all’ultimo minuto, traffico, treni soppressi, la visita medica, il colloquio con gli insegnanti, la spesa, il tagliando dell’auto? Tutto questo non era incluso nel piano originale. Abbiamo cercato di far stare trenta ore in una giornata da ventiquattro, non sentendoci adeguati quando gettavamo la spugna ormai a notte inoltrata. 

Questo fa parte del passato però. Un concetto di bilanciamento lavoro e vita privata obsoleto.

Curioso anche che nella definizione letterale, Work-Life Balance, contrappone “Work” e “Life”. Come se il lavoro fosse una parentesi estranea delle nostre giornate, da bilanciare con qualcos’altro.

Per molti di noi però non è più così. E il nostro lavoro è parte spesso della nostra realizzazione personale. Buona parte delle nostre relazioni e amicizie nascono sul luogo di lavoro. I nostri interessi si intersecano con quelli lavorativi, diventando spesso un continuum.

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Ecco che entra in campo la Work-Life Integration

La Work-Life Integration è qualcosa di molto più snello, ma anche indefinito e malleabile. I confini tra lavoro e piacere si fanno sfumati. I tempi di una normale giornata di lavoro si dilatano e accolgono diverse altre attività. Gli spazi fisici tipici del lavoro, l’azienda, gli uffici, si trasformano dinamicamente. Un computer, una connessione hotspot, e un viaggio in treno diventa il nostro ufficio per un pomeriggio. 

Possiamo chiamarla Work-Life Integration, altri lo chiamano Work-Life Blending, ma forse anche questa terminologia avrà vita breve. Io credo presto lo chiameremo semplicemente “lavoro”. 

Oggi l’orario 8-17 esiste solo sulla carta. In realtà arriviamo in ufficio alle 9,30 ma magari prima di colazione abbiamo già risposto a alcune email, oppure gestito una call nel tragitto casa-lavoro. Invece della pausa pranzo in mensa con i colleghi, pranziamo con il nostro partner che lavora a una fermata di metro, oppure ne approfittiamo per un’oretta di palestra. Invece di uscire alle 16 per andare a prendere il bambino a scuola, nostro figlio ci raggiunge direttamente in ufficio, dove può iniziare anche a fare i compiti per il giorno dopo. 

Grazie alla tecnologia digitale, insomma, non siamo più vincolati dalla presenza fisica in ufficio, e di conseguenza possiamo adattare le ore di lavoro alla nostra giornata. Per contro non dobbiamo perdere di vista l’efficienza e la produttività delle nostre giornate. Curandoci di preservare anche la nostra integrità mentale e salute fisica. 

Questo 2020 ci ha costretto nostro malgrado a lavorare improvvisamente da remoto per un lungo periodo, improvvisando postazioni casalinghe e scoprendo anche strumenti che prima vivevamo come un accessorio superfluo (come webcam e microfoni). Un perfetto campo di sperimentazione per parlare di Work-Life Integration!

Come trarre però il massimo beneficio dall’esperienza fatta, e gestire in modo ottimale anche questa nuova modalità di collaborazione? 

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Il lavoro integrato non è per tutti

Determinati ruoli, classi sociali, background, e anche mindset possono non trovare agevole doversi gestire in autonomia o quasi i momenti di lavoro e non lavoro. Queste persone possono trovare anche un certo comfort nell’avere un cartellino che scandisce i momenti della loro giornata. Inizio, pausa pranzo, pausa caffè, fine. Va bene, basta saper riconoscere le due tipologie per non creare inutile stress o disattendere aspettative. 

Non perdere di vista la produttività

Passare dodici ore a riordinare le caselle email o a cercare lo sfondo perfetto per una presentazione non significa aver prodotto concretamente qualcosa o aver risolto un problema effettivo. Traccia puntualmente quelli che sono i task sui quali lavorare, in modo anche molto preciso e puntuale, su base giornaliera. In contesti particolarmente congestionati, anche una pianificazione oraria può venire in soccorso per avere una traccia ancora più precisa. Se vuoi approfondire per bene quali strumenti possano aiutarti a pianificare la tua giornata lavorativa in modo lean, trovi tutto sulla nostra guida qui.

Work-Life Integration = Integra più attività

Quindici ore di lavoro al giorno, chino sul tuo computer, non sono proprio esemplari per una vita salutare, almeno sul lungo periodo. Parliamo di Work-Life Integration e quindi integra la tua giornata con lavoro ma anche movimento, relazioni sociali, tempo per te stesso o la tua famiglia. Questo sembra difficile inizialmente ma diventa più facile quando con l’aiuto di semplici strumenti tieni traccia dei temi che devi smarcare nella tua giornata, sia a livello lavorativo che personale. Inoltre si creano sinergie anche sorprendenti. Le migliori idee per la tua attività possono arrivare mentre fai una corsa o stai facendo la spesa. 

Rispetta il tuo orologio biologico

Un grande vantaggio della Work-Life Integration, dell’integrazione vita personale e lavoro, è che è possibile rispettare il proprio mood. Sei un mattiniero, alle sei colazione e alle sette pronto a scattare? Perfetto! Rispetta questa tua attitudine, e organizza la tua giornata per goderne al meglio.

Sei un nottambulo e inizi a carburare solo attorno a mezzogiorno, ma poi tiri dritto fino alle due di notte? Ottimo, hai tutta la sera da spremere per portare a casa la giornata. Nel rispetto dei momenti di condivisione del tuo team, collaboratori, partner, questa è una grande opportunità, per lavorare al massimo dell’efficienza e ridurre stress e frustrazioni dal rispettare uno scheduling che non si adatta al nostro fisico.  

C&C – Contabilizza & Comunica

Un problema frequente di questi contesti lavorativi lean\agili\smart\remoti, e comunque liquidi, integrati e distribuiti? I team non riescono a comunicare con efficienza e non si sa mai su cosa stia lavorando l’uno e l’altro. Questo porta a malcontento, frustrazione e anche a risultati sub-par. Non ti fare scrupolo quindi di raccontare al tuo team su cosa stai lavorando, cosa hai portato a termine, e su cosa hai difficoltà. Analogamente non aver paura di chiedere. Tieni viva la comunicazione, e se non lo fanno gli altri, fallo tu stesso.

Ricorda anche che, come avviene in ufficio, sarebbe bene creare dei momenti di interazione libera e casuale. Molti rapporti si creano o rafforzano chiacchierando in sala break o pranzando assieme. Quando mancano queste occasioni, prova a replicarle in altro modo anche in via digitale. 

Focus is the key!

O per dirla alla newyorchese, “get sh*t done!” Il multitasking è risaputo, non funziona. È come un’automobile che invece che procedere dritta, va un po’ in avanti e un po’ in retromarcia. Sempre in movimento ma non va da nessuna parte. Quindi focalizzati sull’attività che stai facendo attualmente, portala a termine, e passa alla prossima.

Ribadisco questo concetto perché la commistione di task è davvero il punto debole di questo metodo di lavoro fluido e distribuito. Fare esercizio leggendo le mail tra una pausa e l’altra? Non stai ne lavorando, ne facendo esercizio. Stare al computer ma scorrendo il feed di Facebook? Non è una pausa, ma non è neanche lavoro. Parlare con un’amico, ma leggendo un report online? Di nuovo, non fai bene l’una e neppure l’altra cosa. E garantito a fine giornata arriverai stanco morto e insoddisfatto, perché non avrai concluso nulla. 

Be Creative

La creatività è componente essenziale della soddisfazione personale, sia nel lavoro che nella vita privata. Non temere quindi di trovare nuove soluzioni a problemi che ti si presentano durante la tua giornata. Fare una call con un investitore dal tavolo di una gelateria potrebbe essere normale quanto fare flessioni nel tuo studio al termine di una lunga sessione di programmazione. Vivi e lavora secondo la tua misura e trova la formula a te più congeniale. Sperimenta, e cambia spesso, fino a che non trovi la soluzione ottimale. Coinvolgi altre persone, prova luoghi e tempi di lavoro diversi. Non mi stupirei ti ritrovassi a lavorare sabato e domenica con un sorriso stampato in faccia!

Ti ritrovi in tutto questo? Vuoi raccontarci la tua storia? O i tuoi trucchi per coniugare vita personale e vita lavorativa? è il momento di farlo, scrivici!

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