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“Imparare dai nostri errori è saggio, e imparare dagli errori degli altri è ancora meglio”:  un evento a firma Arkethype e Talent Garden Genova, con la partecipazione straordinaria di Andrea Dusi, future hacker

 

Da un po’ di tempo ci frullava in testa l’idea di organizzare un evento a Genova, un evento che parlasse di  trasformazione digitale e dello strano legame che unisce le parole innovazione e fallimento. Con un paio di sessioni di brainstorming, abbiamo steso la scaletta dell’evento. Era interessante riprendere la tematica utilizzata per innescare la conversazione sulla nostra home page, giocando sui famosi fallimenti, partiti come grandi promesse. Volevamo raccontare la storia di quelli che, ritenendo pericoloso intraprendere un percorso di innovazione, hanno poi fallito, miseramente travolti da un mercato in continuo mutamento.

L’abbiamo chiamato Fail Fast: l’unico vero fallimento è smettere di provarci. Abbiamo preso spunto dal famoso motto della Silicon Valley “Fail fast, fail cheap” per andare dritti al punto e togliere l’accezione negativa che pare essere intrinseca nella parola fallimento. Volevamo trovarci insieme per dire: “Ehi, ci sono posti dove il fallimento non è uno stigma negativo di cui ti vergognerai a vita!
Fallire, con le dovute precauzioni, può essere una grande palestra e una fantastica occasione per arrivare al successo.

Il nostro motto per creare questo evento è stato: “Imparare dai nostri errori è saggio, e imparare dagli errori degli altri è ancora meglio.
Cosa hanno quindi da insegnarci dieci casi di fallimento clamorosi, che hanno  fatto storia?
La risposta l’abbiamo trovata il 24 novembre 2018. L’evento è stato ospitato dal TAG – Talent Garden Genova.

Insieme a noi a parlare di fallimento è intervenuto (nonostante la sua agenda straripante) Andrea Dusi, autore di Come far fallire una startup ed essere felici che, come very special guest all’evento, ha raccontato la sua incredibile esperienza in temi di fails, ma anche e soprattutto di epic win!
Insieme ad Andrea abbiamo analizzato quali sono i tratti comuni dei fallimenti raccontati, e quali le lezioni che ci potevamo portare a casa.

Segway, Blockbuster, Blackberry, Virgin, Toys’R’Us e anche Postalmarket, Zune, Facebook Home, Mc Donalds, DeLorean. Tutti ci hanno insegnato una lezione importante e ci hanno confermato quello che era il nostro iniziale punto di partenza: “L’unico vero fallimento è smettere di provarci!

Vogliamo ringraziare tutti i partecipanti che hanno creato una platea perfetta per accendere il dibattito che si è scatenato alla fine dei nostri interventi tra giovanissimi studenti, grafici, creativi, freelance, arrivando ai top manager di azienda e al business coach. Una platea variegata che ci ha dimostra che l’interesse c’è ed è trasversale. In ultimo vorremmo ringraziare TAG per averci dimostrato di essere una realtà internazionale ma con un’attenzione vera anche al locale, che supporta nei fatti lo scambio di idee e il networking.

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